lunedì 2 aprile 2018

Il problema non ė il cibo.

Ciao ragazze. Ho cercato tante di voi su questa piattaforma, ma non ho trovato praticamente nessuna. Tantissimi blog rimossi oppure non aggiornati da almeno due anni. Spero che se non sentite più il bisogno di scrivere qui sia perché state meglio e siete andate avanti con la vostra vita. Ve lo auguro! In parte è quello che ho fatto anche io. Mi sono laureata, ho fatto una esperienza lavorativa, sto frequentando un master... Ma come sappiamo bene, non si guarisce mai del tutto, certe cose non passano mai dalla testa, alcuni fantasmi non ci abbandonano mai. E una parte di noi rimane ancorata al passato, rimane costretta, legata, rinchiusa nelle vecchie abitudini, nei vecchi schemi, abbracciata ai vecchi demoni. Puoi mettere peso, o perderlo, puoi pesarti, specchiarti, puoi uscire o restare a casa, ma qualcosa ti ronzerà sempre nel cervello. Una vocina ti dirà sempre che sei sbagliata, inadeguata, grassa. Troppo grassa per fare shopping, troppo grassa per uscire, troppo grassa per cercare lavoro. Forse vi ho parlato della mia esperienza lavorativa come dialogatrice. È durata sei mesi, da agosto 2016 a gennaio 2017. Quest'anno a marzo ho iniziato il master. Ma da gennaio 2017 a marzo 2018 esattamente cosa ho fatto? Niente. Assolutamente niente. Sono stata a casa ad autocommiserarsi, a giocare al computer, a guardare decine di serie TV su Netflix. Mi sentivo troppo grassa persino per cercare lavoro... ma ormai sono grande, sono passati tanti anni e lo so che il problema non è il peso o il grasso in sè. È semplicemente un senso di inadeguatezza, che poi si traduce per ognuno di noi nella nostra peggiore paura. Nel mio caso, si è collegato al peso corporeo. Altre persone possono avere altri tipi di disturbi, Ma questi tutto sommato in fondo nascondono semplicemente lo stesso senso di inadeguatezza, lo stesso sentimento di essere sbagliati, di non essere adatti, di non essere abbastanza bravi, abbastanza intelligenti, abbastanza belli, di non essere abbastanza. Ci sono sempre le stesse paure alla base, la paura di sbagliare, la paura di essere giudicati, la paura di non raggiungere i propri obiettivi e sentirsi dei falliti. E queste paure finiscono per essere debilitanti, paralizzanti. Perché se io ho paura di sbagliare e non faccio assolutamente niente, non mi metto in gioco, non esco neanche di casa, non posso sbagliare, magari è anche un modo malato di auto proteggersi, un meccanismo di difesa contorto e perverso. Ma in realtà questo modo di agire ci fa solo del male, perché più passa il tempo, più perdiamo tempo e più è difficile riacquistare quel senso di sicurezza in noi stessi che ci spinge a metterci in gioco, metterci alla prova, a fare qualcosa, ad accettare anche la possibilità di sbagliare e di fallire. Più ci sembra che sia troppo tardi ormai. È quel "tanto ormai" che si ripete nella mia vita. Sono a dieta rigida ma ho mangiato un frammento di cioccolato? Tanto ormai... posso mangiarne un chilo. Tanto ormai la giornata è rovinata, posso abbuffarmi. Non lavoro da sei mesi? Tanto ormai è troppo tardi, come dovrei giustificare in un colloquio la mia assenza dal mondo del lavoro per così tanto tempo? Non ha senso neanche che cerco di nuovo lavoro. E più passa il tempo più senti che ormai è tardi per riprovarci. E così ho perso più di un anno. Un anno passato a guardare serie tv e giocare a giochi di ruolo al pc. Perché tanto ormai era troppo tardi per trovare di nuovo lavoro. E quando finalmente mi sono decisa a cercare qualcosa da fare, qualche mese fa, la prima domanda che mi hanno fatto in un colloquio di lavoro è stata proprio "vedo dal suo curriculum che lei ha smesso di lavorare come dialogatrice nel gennaio 2017, che cosa ha fatto finora?" Niente. Non ho fatto niente. Ho guardato un milione di puntate di serie tv e ho fatto 100 livelli col mio pg su Ark survival evolved. E allora si avvalora l'idea nella tua mente che ormai è davvero troppo tardi. Perché quando ho trovato un'azienda interessata a prendermi per uno stage extracurricolare, si sono accorti che ero laureata da più di un anno e mi hanno chiuso la porta in faccia. Era troppo tardi per cominciare uno stage. E chi vuoi che ti assuma se prima non fai esperienza di stage? Era troppo tardi. E la sensazione di inadeguatezza si espande, si moltiplica. Tanto ormai... Poi per fortuna ho trovato questo Master qui a Palermo e ho deciso di cominciare questo nuovo percorso, quantomeno dalla proclamazione avrò di nuovo un anno per attivare uno stage extracurriculare. Non sarà più troppo tardi. Sempre che io non mi perda di nuovo nei meandri della mia mente bacata a non far nulla e a perdere tempo. Il problema non è il cibo, e ci ho messo veramente tantissimo tempo per capirlo. Il problema è il mio rapporto con la vita, il mio bisogno di controllo, il mio senso di inadeguatezza, di non essere abbastanza. Ed il cibo era semplicemente l'unica cosa che fosse perfettamente facile da controllare, quando tutto il mondo correva troppo veloce e mi destabilizzava. Una volta che acquisisci questa consapevolezza, da un lato diciamo che guarisci, perché non senti più il bisogno di controllare l'alimentazione e il peso in quella maniera patologica. Ma allo stesso tempo perdi l'unica valvola di sfogo per il tuo senso di controllo che ti eri tanto faticosamente costruita, e ti trovi di nuovo alla mercé del mondo. Non sono qui per dare lezioni di vita, sto ancora cercando di dare un senso alla mia vita e di trovare il modo per stare bene con me stessa. Ed è quello che auguro a tutte voi. Non è mai troppo tardi ragazze. Non è vero che siamo inadeguate o sbagliate, dobbiamo avere tutte più fiducia in noi stesse. E ricordarci che non è troppo tardi per cambiare, per stare bene, per inseguire i nostri sogni. Un bacio

10 commenti:

  1. Ciao cara, mi sento esattamente come te...sono ancora "piccola", quest'anno compio 17 anni eppure soffro di dca da più di 3 anni e soffro di altre cose. Ormai passo il tempo pensando "ormai il danno è fatto", e mentre prima questa cosa la pensavo solo durante i binge, ora è diventato proprio il mio stile di vita. E mi sento tanto inutile, inadeguata, perchè io a 16 anni non dovrei stare così, io sono il futuro della società, non posso permettermi di stare così! Eppure, eccomi qui, a piangere continuamente e a chiedermi perchè proprio a me sia capitata una vita così, una vita vuota, insoddisfacente...

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    1. Ciao cara, sei così giovane e mi dispiace davvero tanto che tu ti senta così. La tua età non è fatta per i sentimenti di inadeguatezza, per i pensieri negativi, per la solitudine o la tristezza. Però ti capisco, perché neanche i miei 16 17 anni sono stati chissà che, nonostante ancora non soffrissi di dca. Diciamo che il malessere purtroppo cova da prima, poi uno lo esprime in un canale o in un altro. E così è stato per noi per il cibo. Però non è il cibo il problema, non è quello che devi risolvere, e sicuramente non lo puoi risolvere parlando solo di cibo, di alimentazione, di peso. Se è da 3 anni che convivi con questa cosa vuol dire che hai una sofferenza interna che devi affrontare con del personale qualificato, come uno psicologo. Purtroppo non sono assolutamente la persona più adatta per dirti che non devi sentirti inadeguata, perché mi ci sento anch'io e mi sentirei ipocrita a dare consigli. Però quello che posso dire è che mi dispiace davvero che tu ti senta così. Nessuno dovrebbe sentirsi così. Dovremmo imparare a fregarcene delle aspettative altrui, degli standard che noi stessi e gli altri ci hanno posto, del pensiero della gente. Dovremmo essere liberi di essere semplicemente noi stessi, con i nostri pregi e difetti, con i nostri errori e i nostri sbagli. Comunque il senso di inadeguatezza si può combattere, io ci sto trovando. Mi piacerebbe che ci provassi anche tu! Ti stringo forte, Un bacio

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  2. Ciao tesoro, non sai quanto mi sia ritrovata in questo post... L'unica cosa è che il senso di inadeguatezza che ho provato l'anno scorso quando non trovavo lavoro e quando poi era "troppo tardi" mi ha portato ad una depressione molto grave che ho in buona parte risolto quest'anno. Però è vero, abbiamo l'impressione che il mondo ci sbatta le porte in faccia quando in realtà siamo noi con le nostre insicurezza a chiuderle.
    Sono molto contenta però che sei riuscita a trovare una strada, questo master, e che hai capito che non è mai troppo tardi per stare bene!
    Ti abbraccio ♥️
    B.

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    1. Ciao cara, Mi dispiace per la tua depressione, posso capire quello che hai provato. Sono contenta che tu ne stia uscendo. Sentirsi inadeguati è tra le cose peggiori che si possano sperimentare. Ma non è mai tardi per nessuno di noi, dobbiamo riuscire ad abbandonare il "tanto ormai" che ci perseguita in tutti gli aspetti della vita. un bacio

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  3. ho letto di te anche nell'altro post.
    io ti ammiro.dico sul serio.
    perchè ti stai realizzando professionalmente..
    io invece ho mollato università e vegeto.
    uno schifo.
    tu si può dire non hai mai perso il contatto con la realtà e i suoi obiettivi primari..come il futuro..
    e perciò sei da ammirare.
    forse proprio perchè ti stai realizzando sei consapevole che ora o mai più.
    che devi spiccare il volo veramente.
    e certe vecchie abitudini vanno lasciate.per sempre.
    e tutto ciò che è definitivo..spaventa.
    hai ragione..non scrive ormai più nessuna..
    io invece ho ancora tanto bisogno del blog..

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    1. Ti ringrazio ma non credo di essere da ammirare. Come ho detto, ho passato più di un anno a non fare niente, a guardare serie tv e a giocare al pc. Poi ho deciso di darmi una svegliata. Ma puoi deciderlo anche tu, in qualsiasi momento. Puoi cercare un lavoretto, per rimetterti in moto, o puoi fare un corso di formazione, o rinominare l'università. Non è mai troppo tardi. Un bacio

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  4. Ciao! Non so quanto tu possa ricordarti di me, sono sparita anche io da tempo. Periodicamente passavo sui vari blog per vedere se c'era ancora qualcuna ma nulla...e invece rieccoti.
    Il problema non è il cibo e lo sappiamo da molto eppure... In un certo senso è diventato meno una fonte di preoccupazione, almeno per me. Non che abbia un'alimentazione normale, anzi. Però chissenefrega, ecco.
    Il problema è la FOTTUTISSIMA VITA CHE NON SO VIVERE. Mi sento bloccata, lo sono e meno male che ho ancora la scusa, la copertura diciamo che mi dà il frequentare la magistrale. Ma l'idea che dovrò costruirmi una mia vita e non me ne importa nulla...beh.
    Come posso ottenere un'autorizzazione a non vivere?

    Bene, ora che ho maleducatamente sfruttato la tua pagina per lamentarmi...ti auguro di trovare una strada, un qualsiasi modo per riuscire a esistere.

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    1. Esattamente quello che ho provato io. Anche io verso il cibo ho una sorta di atteggiamento distaccato, ambivalente e un po' menefreghista. In realtà mi dispiace davvero tantissimo non essere magra come un tempo, ma tutto sommato meh chissenefrega. È vivere il problema, affrontare le persone, andare avanti con la propria vita, costruirsi un futuro, mettersi in gioco, uscire dalla propria zona sicura. Ma la soluzione non è non vivere, è impegnarsi al massimo per riuscire a vivere. Trova la tua strada!

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  5. Anche io vado a momenti su blogger. Mi sembra di essere stata via una vita ed ora rieccomi, e non è cambiato quasi niente.
    Rileggere il tuo blog mi porta lontanissimo comunque! :D

    Io sto passando un momento come quello che hai descritto in questo momento. Mi sono laureata a Dicembre e da allora non ho fatto assolutamente niente. E più il tempo passa più l'ansia aumenta, esco sempre meno di casa, e le volte che lo faccio è per evitare che i miei coinquilini pensino che sono una perdigiorno (e anche in quei casi vado in biblioteca a leggere puttanate). Non ce la faccio più a continuare così, ogni settimana sprecata me la sento tutta addosso =.= Spero che scatti qualcosa anche a me e che trovi qualcosa da fare, anche se non è facile ultimamente.

    Ricomincio a seguirti <3

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  6. Ti seguo, ti aspettiamo!

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