venerdì 16 gennaio 2015

Differenze ed Esami

Per me "Non ho mangiato niente" significa che ho bevuto soltanto acqua.
Per me "Non ho mangiato quasi niente" significa che ho mangiato soltanto un po' di frutta o qualche verdura.

La mia coinquilina, ieri sera, ha esordito con "Non ho per niente fame".
Ed effettivamente ha mangiato "poco": una cotoletta di pollo confezionata e una patata a pezzi in padella. Cenando, le ho chiesto se magari avesse fatto merenda..
Ha risposto di no, ha aggiunto che stava male, e ha confessato che a pranzo non aveva mangiato niente.
"Niente?!" le ho risposto sorpresa.
"Boh si quasi niente.. Insomma ho mangiato quel pezzo di sfoglia che mi era rimasto da ieri sera.. E mi sarò fatta.. boh forse neanche 80 gr di pasta.. col burro.."
Ah, ecco. Niente, insomma.

Ma vabbè, a parte questo, che dire...
Sto cercando di darmi un contegno, per ora..
Ho raggiunto un punto spaventoso, mi sono accorta di aver vanificato 2 anni di sacrifici in pochi mesi, e ho deciso di darci un taglio e di sistemare, almeno un minimo, le cose.
Cerco di pensare il meno possibile al cibo. Non voglio pianificare, contare, pesare, calcolare, ricordare, scrivere.. Oddio, in realtà lo vorrei fare, sono molto tentata di farlo, ma se lo faccio è peggio.  La mia mente comincia a insultarmi, appigliandomi a qualsiasi cosa, perchè nessun alimento va bene, nessun introito calorico è soddisfacente, nessuna quantità è adeguata... Ed il risultato è sempre lo stesso.
"Hai mangiato troppo poco! Devi tornare a fare l'anoressica? Scofanati qualcosa subito!!" 
"Che schifo, hai mangiato troppo.. Sei obesa e sarai sempre obesa, ormai che differenza vuoi che faccia.. Scofanati qualcosa subito!!"
ecc ecc
Quindi niente d.a., niente conteggio di calorie, e sopratutto niente bilancia. Mangio quando ho fame, verdure in abbonanza, carne, pollo, tacchino, roba semplice senza condimenti e senza grassi. Sgarro ogni tanto con un po' di frutta disidratata che, argh, ha 350 cal per 100 gr. Ed i pacchetti sono proprio di quella dimensione.

Studio senza troppa concentrazione, senza voglia, senza entusiasmo. Ma gli esami vanno comunque bene.
Ho studiato circa per una settimana (uscendo ogni sera col mio ragazzo, 3-4 volte al giorno col cane e cazzeggiando buona parte del tempo) e lunedì 12 sono andata a fare un esame. Scritto, 6 domande a risposta aperta. Ho risposto a tutto e ho scritto anche tanto. Avrò l'esito il 21, ma sono fiduciosa.

Sono tornata a casa alle 15, tempo di pranzare si sono fatte le 16.. E l'indomani mattina avrei avuto un altro esame, di cui avevo seguito le lezioni, ma per il quale non avevo mai studiato. Ho tentennato un po', sfiduciata, ma poi mi sono messa a studiare. Di sera ero proprio sconsolata, avevo deciso di non presentarmi e mi sono andata a coricare. Mi sono svegliata alle 3 e mezza del mattino, in preda al panico da "No, ce la devo fare!" e ho ricominciato a studiare fino alle 10, poco prima che cominciasse l'esame.
A chi poi mi ha chiesto "Com'è andata?", ho risposto "Mah poteva andare meglio, ma vedremo.."
Il massimo che si poteva prendere era 34. Cioè qualsiasi punteggio facevi, quello era il tuo voto. Se facevi più di 30 ti dava 30 e lode. Quindi in pratica se anche ne sbagliavi 8, invece di 22 prendevi 26.
Io, giuro che non me lo sarei mai aspettato, ho preso 30, attirandomi l'odio di tutte le mie colleghe, che non avevano fatto l'altro esame il giorno prima, e che quella materia la studiavano da un mese.
Una ha preso 6, una 19, una 26, una 27 e una, ahimè, 30 e lode.
Ed è questo il motivo per cui sono depressa, non sono riuscita più a toccare libro tutto il pomeriggio e ho una dannata voglia di abbuffarmi e dormire.
Lei ha preso 30 e lode e io 30. Ho sbagliato 4 domande. Ho studiato circa 15 ore, ma ho preso comunque "soltanto" 30. Non è che mi dispiaccia, per carità...
Alla triennale ho preso anche 29 e 28 e pure un paio di 27. Ma solitamente il mio era il voto più alto. Se io prendo 29 ma tutti gli altri hanno preso 20 va bene. Ma se io prendo 30 e c'è chi ha preso la lode... Boh, mi rattrista.
Ma lo so che è un problema mio. Lo sto scrivendo qua proprio perchè, se lo dicessi in faccia a loro, mi sputerebbero. Già una non fa altro che dirmi che mi odia, affettuosamente, perchè ho studiato mezza giornata e ho preso più di lei, facendo anche nel frattempo un'altra materia che lei non ha neanche iniziato.

Ma vabbè. Cerco di concludere qualcosa almeno un'oretta..
Mercoledì avrei l'ultimo esame. Se va bene anche questo, scendo venerdì prossimo e torno su direttamente ai primi di marzo per le lezioni, senza pagare altri voli per febbraio.
Un saluto a tutte, vi leggo sempre.


23 commenti:

  1. Ciao Softy... mi fa piacere leggere dei tuoi sforzi per recuperare un approccio più naturale all'alimentazione... so che è maledettamente difficile prestare ascolto al corpo, mangiare quando si ha fame, ma un passo fondamentale per stare meglio secondo me è proprio quello di non scomporre sempre il cibo in calorie, nutrienti ecc. - quello al più è compito dei dietologi/dietisti/nutrizionisti - e concentrarsi su altre domande: mi va? ne sento il bisogno? mi piace?
    E lasciare la risposta al corpo, non ai pensieri malati.

    E un po' la stessa cosa vale per lo studio, credo... anch'io sono tuttora una perfezionista negli studi, ma... al di là della tua performance - comunque notevole - mi viene spontaneo chiederti: ma quell'insegnamento ti interessava almeno un po' per i contenuti o era il tipico esame da "me-lo-levo-di-torno-così-non-ci-penso-più"?
    Al di là del voto, pensi che ti rimarrà qualcosa di questo esame?
    Perché sentivi con tanta intensità il desiderio di stupire con una prestazione del genere?
    E chi poi? Le colleghe? Te stessa?

    La competizione credo sia anche uno stimolo positivo, ma non perdere di vista il perché più personale delle scelte che compi, il significato che esse rivestono per te, a prescindere dal pensiero altrui.

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    1. Ma sì che mi resterà qualcosa, certo. Queste due materie che ho fatto le avevo seguite con molto interesse durante le lezioni. Metodologie qualitative e Metodologie quantitative: le ho adorate.
      E' che poi odio studiare. Finchè si tratta di leggere e sottolineare, ok. Ma ripetere proprio è una cosa che odio... Per cui rimando sempre il più possibile e mi ritrovo, una settimana prima degli esami, nella merda fino al collo.
      Poi full immersion di 22 ore al giorno e via..
      E' sempre tutto niente.
      Abbuffate o digiuni, nel cibo e nello studio..

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  2. Ovviamente non mangiare è sbagliato, ma ciò non toglie che dire "non ho mangiato niente" dovrebbe significare aver introdotto 0 calorie... Digiuno totale, solo acqua. Niente vuol dire NIENTE xD boh

    Per quanto riguarda la "questione voti", vedo che siamo tutte molto simili... Tutte perfezioniste. Il principio di base non è del tutto errato : va bene pretendere sempre il massimo da se stesse, va bene puntare in alto, purché lo si faccia per sé e non per gli altri... E soprattutto senza lasciare che il tutto abbia un peso troppo rilevante sul nostro umore. Io credo che la condizione ottimale sia quella in cui riesci a gioire quando raggiungi ciò che vuoi, senza però arrivare ad essere "triste" quando ciò non accade.
    Se tu avessi preso il voto più altro, saresti riuscita ad essere davvero
    FELICE o lo avresti dato per scontato? È questo il punto, secondo me.

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    1. Oddio felice è una parola grossa eh. E se non ci riescono amici, fidanzato, famiglia, cane, ecc, non credo che un voto avrebbe potuto rendermi propriamente felice.
      Però boh, non so spiegarlo neanche bene, mi sento stupida io stessa, il pensiero che avrei potuto fare di più, che magari riprovandolo andrebbe meglio.. Mi ronza in testa, ecco.

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  3. Comprendo perfettamente il tuo sentirti in difetto nei confronti di chi ha preso un voto più alto del tuo, come se la cosa più importante non sia il tuo tornaconto, in senso di voto assoluto, ma la tua posizione in classifica:essere prima, punto.
    Non mi stupisce, il 2006 è stato x me
    l'inizio di un martirio fatto anche di queste cose. Poi la strada è lunga e si cambia, naturalmente o forzatamente si cresce.... ma chissà, darai il tuo percorso.
    Ciò che mi stupisce e che fatico a comprendere è la rapidità con cui prepari un esame, la facilità con cui di prendono voti alti e la generosità degli insegnanti: partire da 34/30? Scherzi? Da noi molti partivano da 27, quindi se prendi quello che classicamente è un 20 non hai

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  4. (Scusa sono col cell e faccio fatica a scrivere qui! )
    , dicevo, non hai il problema "accetto o rifiuto?? " perché x noi era un 17, quindi sei fuori. A casa. Pochissimi davano la lode.
    C'era una volontà di selezione fortissima e di fare vivere gli studenti con la pressione addosso, non x cattiveria o perché avessero tempo da perdere, ma perché stavano abituando giovani ingegneri strutturisti al clima del loro futuro lavoro.
    Sempre x lo stesso motivo, per preparare un esame spesso servivano i mesi. E un esame era fatto da slmeno 2 prove: una scritta, la più difficile da superare, della durata media di 3 ore, euna orale, che perperò non superava l'ora e mezza. All'orale accedi ovviamente solo se hai superato lo scritto (quindi se hai preso più del 20 standard), e inizia subito dopo la comunicazione dei promossi allo scritto-circa 7 gg dopo la prova.
    Quindi magari hai studiato tutta la settimana, non hai prepatato o dato un altro esame perche convinto di andare all'orale poi scopri di non essere passato

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  5. .... così alla fine non hai portato a casa né questo né quello.

    Il motivo è proprio l'abitudine allo stress fisico e psicologico, l' investire mesi e vederli buttare via in un soffio, il sapersi rialzare sempre e continuare a lavorare con qualità.
    Nel mio corso eravamo 15, 4 donne, ti dico solo questo. E se io ho avuto qualche problema di gestione dello stress, ti assicuro che non ero l'unica. Ognuno a modo suo.
    Queste cose non sono opinione mia, le affermo perché me le ha spiegate la prof con cui ho fatto la tesi.

    Quando sentivo studenti di altre facoltà che seguivano neanche tutte le lezioni, studiavano un paio di settimane, entravano dal prof e dopo mezz'ora uscivano con una lode rimanevo di stucco. Di merda.
    Mi chiedevo se avessero idea di cosa fosse lo stress, la mole di lavoro...ovviamente no. Eppure sentivo tanti "eh, ho tanto da studiare" e il top:"quel prof è severo, mi ha dato solo 25" e "ho preso 24 e ho rifiutato".
    Gente che evidentemente è abituata a un'altra università, un'altra vita.
    Eppure si lamentavano. Non capivo di cosa.

    Scusa lo sfogo, è acqua passata. Ero quasi annegata ma è passata.

    Tu che facoltà fai scusa? Credo l'avessi detto in un post ma non ricordo...

    Cmq in bocca al lupo x tutto.
    Inutile che io critichi il tuo atteggiamento o chenti dia consigli, farai il tuo percorso e troverai comunque una strada.

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    1. Studio Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici. Ppsdce per gli amici. A milano - Bicocca.
      Non era per niente facile l'esame eh.. Era metodologie quantitative, statistica e matematica insieme, in pratica. E capirai la passione che gli studenti di psicologia possono avere per matematica e statistica...
      Per quello il massimo che si poteva prendera era 34. Lui credo fosse un prof di un altro corso, preso in prestito da psicologia, e quindi è stato comprensivo.
      Io ho seguito tutte le lezioni, ho frequentato anche il laboratorio di spss (un programma di analisi fattoriale e roba simile) e avevo capito tutto, a me ste cose piacciono un sacco, infatti ero andata al liceo scientifico.
      Ma poi, invece di medicina, ho optato per psicologia.
      Ho dovuto studiare però tutta la parte teorica.. Definizioni, proprietà, caratteristiche, codici, test quantitativi, differenze, indici di varianza e di significatività, ecc.. Però la parte applicativa l'avevo capita bene.
      Per le mie colleghe l'esame è stato molto più difficile, infatti. Quella che ha preso 19 era immensamente felice e quella che ha fatto solo 6 punti non c'è nemmeno rimasta male.
      Quelle che hanno preso 26 e 27 non mi hanno ancora rivolto la parola, spero gli passi..
      In bocca al lupo anche a te.

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    2. Concordo. Fai ridere Laura. Dato che non puoi piú scrivere del cibo ora esalti lo studio,oh sono terribilmente incazzate con te le altre,ma dai,tutto questo protagonismo risparmiacelo.. Tra l'altro è psicologia,una facolta pee nulla difficile,se paragonata a ing. ad esempio.. Ne passa di acqua sotto i ponti. Ma a parte tutto cio,quel che piú mi lascia basita è che non hai mai tenuto un panno in mano prima di arrivare a milano... Beata te che hai sempre la pappa pronta da mamma e paparino.

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    3. Uhm... Mi piacerebbe sapere con chi sto parlando, ma vabbè. Non avete neanche il coraggio di firmarmi ma io faccio ridere, ok. Comunque.
      "Non posso più scrivere del cibo?" Wtf? Ma chi l'ha detto? Ma se scrivo di cibo in tutti i miei post, compreso questo? Ma se non parlo d'altro?
      "Ora" esalto lo studio? Ma l'avete mai letto un mio post, prima di parlare? XD
      Scorrete un po', andate ai periodi di esami. Gennaio-febbraio e giugno-liuglio. Ho sempre parlato dei miei esami, ho sempre scritto dei miei voti, parlato delle materie e riportato i miei commenti -e quelli degli altri- al riguardo. Fin da quanto ho aperto il blog. Non capisco dove sia la novità, nè quale sia il problema nè perchè siete tanto inaciditi con me. Non mi pare di aver mai paragonato la mia facoltà ad altre, e che è più o meno difficile non sta nè a me nè a chiunque altro giudicarlo.
      E tutta 'sta conoscenza riguardo alla mia vita da dove vi viene? Ci conosciamo così bene, wow, non sapevo di avere due amici in più..
      Ma lo sapete cosa c'è a casa mia? Quale è la situazione? Lo sapete che ho un padre disabile che ho SEMPRE aiutato, in tutti i modi possibili, anche quelli che implicano di tenere una pezza (e uno straccio, un catetere, un pannolone, ecc) in mano?
      Lo sapete che, per aiutare mia madre, a fare la spesa ci sono sempre andata io? E a prendere le ricette, e in farmacia, e a caricarmi la fornitura per mio padre, e all'asl, e in ospedale tutti i giorni quando è stato ricoverato?
      E che ho sempre, per i 9 mesi che Martino ci ha regalato, badato ai due cani che abbiamo preso dalla strada, che in casa non potevano neanche convivere pacificamente ed era una lotta continua giocare a tetris per non farli incontrare e SOLO IO li portavo fuori, gli davo da mangiare, usavo la pezza e lo straccio e il sapone e pulivo dove sporcavano, andavo dal veterinario, ecc?
      Sì, i miei possono mantenermi a Milano. E gliene sono infinitamente grata. So di essere fortunata perchè ho le spalle dei genitori con possibilità economiche e che mi vogliono un gran bene.
      E quindi? Tutto sto rodimento di culo da dove viene?

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    4. Lauré, ma rispondi anche? Le persone non hanno un tubo da fare, aprono bocca e danno fiato abbi pazienza......
      Lascia perdere le demenze altrui.
      Intanto complimenti per gli esi tesoro sei una forza!!! Io però te lo dico sinceramente: se tu avessi preso la lode, non saresti stata comunque contenta per altri mille motivi! Fai bene a puntare al masso secondo me,a non ti fossilizzare solo sugli "errori": ho studiato poco, male, potevo fare di più, ecc ecc. Fai il tuo massimo e sii orgogliosa di te stessa perché te lo meriti!
      Quanto al fattore cibo/peso, secondo me l'approccio più sereno è proprio non focalizzare l'attenzione su calorie,numero & co. Va bene così, mangia cose sane e concediti qualche sgarro...so che è maledettamente complicato ma non perdere la pazienza è segui un'alimentazione naturale in questo modo. Ti stringo forte :-*

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    5. Scusa col cell scrivo sempre malissimo... A parte i 1000 errori volevo scrivere ovviamente "punta al massimo"e non al "masso"!
      :)

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    6. L'avevi scritto in uno TUO post, TU STESSA, appena arrivata a Milano.. "non ho mai tenuto una pezza in mano". Pensa Laura,pensa prima di fare figure di merda.

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    7. Softy S.31/10/14, 10:05
      Non è una cosa stupida, anzi è proprio vero. Devo lavare i piatti, fare il bucato, pulire la mia stanza.. Io non avevo mai preso una pezza o uno straccio in mano xD

      e sei pure bugiarda,bo..

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    8. Ahaha ma veramente la tua accusa nei miei confronti si basa su una frase buttata lì con un xD finale scritta 3 mesi fa? E me la chiami bugia? Ma secondo te rappresentava una verità assoluta?
      A casa non passavo volentieri lo straccio nella mia stanza, è vero, mi hai scoperta, ma se c'era bisogno mi sporcavo le mani per fare cose più importanti, e quindi? Che vuoi dimostrare?
      Ma di meglio da fare non ne hai? xD
      Sono contenta che mi leggi con così tanto interesse eh, mi sento importante <3

      @Anais
      Grazie bella <3 Ricambio l'abbraccio

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    9. ridicola è dire poco

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    10. "E' da lei che ho imparato a Fare, invece che a comunicare, a esprimere. Io per dimostrare l'affetto, l'interesse, la presenza, non lo dico, non lo esprimo, io Faccio. Faccio la spesa, porto fuori i cani, sistemo la casa, do una mano, sbrigo commissioni, mi offro di fare qualcosa..
      Come mia madre anche io, quando sono nervosa o triste, faccio qualcosa. Metto in ordine, lavo i piatti, sistemo. Non posso stare ferma, specialmente se la persona con cui sto litigando è ancora lì davanti a me. Ogni volta che cominciamo a discutere, lei si mette a rassettare. Ed è una cosa che facevo anche io, e che poi col tempo ho riversato sul cibo. Se sono depressa, triste, nervosa, mangio compulsivamente. Come invece prima rassettavo tutto."
      lunedì 10 marzo 2014 Pubblicato da Softy S. a 01:34

      Si vede che non leggi/leggete il mio blog così attentamente.
      Giuro che non ho ancora capito che cosa io abbia detto/fatto che possa aver infastidito qualcuno. Mi stai/state attaccando.. boh, sul niente. Senza uno scopo. Cosa è che cerchi/cercate di ottenere o dimostrare?
      Volete "difendere" qualcuno? Non mi pare ce ne sia bisogno, non ho nè criticato nè svalutato nessuno.
      E' davvero così grave se passo lo straccio o meno, e in quali circostanze o con quale frequenza? xD
      C'è davvero un problema preciso, specifico, o è proprio la mia persona a suscitare irritazione, antipatia, ilarità o disgusto? Giusto per curiosità, eh!

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    11. ..ok ok non volevo scatenare le ire di nessuno.
      Sono stata poco gustosa, il mio sfogo non era richiesto da nessuno e figura come un palese confronto tra quello che ho fatto io e quello che ha fatto Softy, con l'implicita conclusione "non capisco cosa sia tutto questo autocompiacimento, tanto la tua è una facoltà di merda".
      Commento piuttosto fuoriluogo, se leggo tutto a mente fredda.

      Le mie parole, uscite così, tracciando ciò che mi stava intanto nascendo dentro, sono cariche di acidità e hanno decisamente il tono di "smerdare" i risultati ottenuti da Softy.
      Che ci siano corsi di studio oggettivamente più tosti anche del migliore di psicologia si sa, non sono io a rivelarlo al grande pubblico; il mio tono nasce dal fatto che, in sintesi, troppo spesso l'ho presa nel culo, e mi ha bruciato a morte.
      Sentire che sono "tutti furbi" tranne me, mi ha sempre fatto impazzire.
      Sentire che qualcuno si gestisce così e prende trenta, indipendentemente da chi è, mi fa andare in bestia per il semplice fatto che da noi sarebbe stato impossibile, anche se ti piace, anche se sei portata, anche se sei sveglia.
      Ecco, quando sento qualcuno "sbandierare" un voto del genere, quando io mi sono letteralmente logorata per aspirare a un voto ben più basso, impazzisco, perchè per me è comunque un confronto, la mia mente bacata non riesce ancora a dirsi che un 24 in certi corsi richiede molta fatica e stress in più che in altre facoltà.
      Mi sento in difetto, mi sono sentita attaccata io, figurati.

      Mi sono sentita in dovere di risponderti e smerdarti perchè mi sono sentita in difetto, perchè dovevo difendermi, dirmi e dire al mondo, che "tanto la più brava rimango sempre io-pappappero". Dovevo per forza confermare al mondo che tutta la fatica fatta per risultati comunque peggiori non dipendono dal fatto che io sia un'incapace-balorda-stupida ma dal fatto che la mia è una facoltà difficile.
      Ci ho messo anni a smettere di punirmi x i miei (dal mio punto di vista) fallimenti, per i confronti con i trenta degli altri (anche se presi a economia o beni culturali), per le sconfitte subite...

      Ci ho messo ancora più anni a capire, e qui la news, che confronti tra facoltà diverse sono inutili e stupidi, e che non esiste un "bravo" assoluto (quello che fa la facoltà più difficile-che poi, cosa vuol dire esattamente "difficile"?), ma solo chi "fa il meglio di sè" e raggiunge i risultati sulla propria strada.
      Già chi sa scegliere la propria strada al primo colpo è bravo, se la persegui e ottieni risultati non hai altro da pretendere da te stessa.

      Sono contenta in fondo che la prova sia andata bene, che se hai fatto poca fatica meglio, che se sei soddisfatta meglio ancora.

      Vivere di riflesso degli altri fa male, porta nella tomba, credimi.

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  6. Ciao Softy...mi stupisco sempre di come tu riesca a studiare in modo così efficace nonostante tutto...bravissima...anche se non è di certo questa la cosa più importante.... mi spiace per il resto...ma non ho parole di conforto, perdonami. Io vivo nella convinzione che un giorno tutto magicamente finirà...una mattina ci sveglieremo e sapremo a malapena cos'è un disturbo alimentare...ti immagini che bello? Parlo a vanvera, scusami. Sii forte...

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    1. Non finirà tutto magicamente, finirà se lavorerai -lavoreremo- perchè finisca..
      Vorrei anche io svegliarmi e trovarmi in un altro corpo, in un'altra vita, in un altro tempo..
      Sii forte anche tu tesoro. Un bacio

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  7. Ciao..! Inizio a seguirti da oggi.. Mi è piaciuto il tuo post perchè comprendo un pò le tue sensazioni. Capisco il tuo disagio con il cibo, l' eccezione della frutta disidratata, a me lo fa con il cioccolato fondente!
    Comprendo pure il discorso sugli esami... Pure io, quando frequentavo giurisprudenza (mi sono fermata al terzo anno, per adesso perchè non riesco più a studiare, a causa della malattia, del mio immenso stress ed insano rapporto coi libri) e avevo la media del 29, non mi accontentavo mai del mio voto. Apparentemente sorridente, contenta, ma se c era la compagna che a quel' esame aveva preso 30 e lode e io 29 mi sentivo fallita. Fallita di fronte a me stessa, a tutto il tempo che ci passavo (al contrario di te ero, e sono, dura, ho bisogno di ore, ore, ore infinite per ricordarmi i concetti... Un pò forse accentuato dal fatto che andavo avanti ad insalata e minestra)
    Mi mettevo costantemente in confronto, in sfida con gli altri, vedendo che perdevo sempre. Perdevo se prendevo meno, perchè c ero stata di più, perdevo se prendevo un voto più alto perchè alla fine c' ero stata il doppio degli altri ed era "normale" avessi fatto bene. Per fortuna non ho mai bocciato un esame, altrimenti sarebbe stata una tragedia.
    Credo che tutto questo racchiuda una forte insicurezza, una bassa autostima verso noi stesse. Penso che sia una sorta di guerra contro la nostra mente, il nostro corpo, col desiderio di sentirsi sempre migliori, perfette. Cerchiamo soddisfazioni nello studio, nel cibo, per sentirci meno fragili, più all' altezza. (È un mio parere!!)

    Riguardo all' anonimo che ti offende, lascia perdere... L' indifferenza è la migliore arm! Ricordatelo. Se ti da così tanto importanza, tu fai il contrario.
    La gente parla senza sapere minimamente cosa accade nella nostra vita.
    Mi dispiace per tuo padre. Con il cuore guarda. Ho un fratello autistico, due nonne allettate e capisco parecchio le problematiche.

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    1. Mi spiace che la malattia ti impedisca di studiare e di inseguire i tuoi sogni..
      Ti stringo

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Sii civile, non serve insultarmi per parlare con me.