sabato 5 luglio 2014

Dalla psicologa

Mio fratello è tornato a casa.
 Appena mi ha vista mi ha detto "Stai scomparendo!"
Lui che sul mio fisico non ha mai fatto alcun commento.
Anche la psicologa credo che abbia capito qualcosa già guardandomi.
Mi ha squadrata in maniera strana e mentre mi sedevo mi ha chiesto "Come va..?" in tono esitante, ma conosceva già la risposta.
Le ho raccontato qualcosa, ma il tempo era poco.
E quando cercavo di dire qualcosa di più intimo o profondo le lacrime mi soffocavano e non riuscivo a profferire parola.
Mi ha ascoltata, ha fatto qualche osservazione, mi ha fatto un po' di domande.
E ci siamo salutate.
Giovedì prossimo non ci posso andare.
Ci vedremo tra due settimane.
Forse.

 Giovedì vado dalla psicologa.
Giovedì piango.
Giovedì mi abbuffo.
Poi vado in palestra per compensare, torno e mi riabbuffo.
Venerdì peso 50,2. E mi abbuffo.
Salto la cena per compensare, e a mezzanotte mi riabbuffo.
Sabato non mi peso. E mi abbuffo.
Odio profondo. Schifo assurdo.
Raschiare il fondo della propria vita insieme a quello del barattolo di nutella.

Non riesco a studiare. Cazzo.

9 commenti:

  1. Siamo proprio uguali, sembri la mia fotocopia!

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  2. Tante volte uscivo dallo studio del mio psicologo super incazzata o "psicologicamente instabile" perché avevo lasciato qualche discorso importante in sospeso per mancanza di tempo. Era come se mi avessero inciso per un intervento chirurgico e poi mi avessero lasciata così, aperta. Io cercavo di crearmi un qualche rito positivo post-seduta. Non mangiavo e non bevevo niente per giorni prima di andarci, quindi dopo la seduta andavo a comprarmi i fichi in una piccola bottega. Sarà una cazzata, ma mi tirava su.
    Non dovresti stare a rimuginare, non da sola almeno. Io parlavo sempre della seduta con Sandro, almeno così la elaboravo in modo costruttivo.
    So che la tua reazione più immediata è quella di abbuffarti... Ma perché non provi a condividere il tuo stato d'animo con qualcuno, anziché soffocarlo con il cibo? Adesso magari mi prenderai per pazza... Ma se vuoi ci sono. Non so perché, ma mi sento più legata a determinate persone qui su blogger. Anni fa la "prescelta" era Olivia, ora tu sei una di quelle che sento più vicine... E, per quanto sia folle, ti darei perfino il mio numero (okay, sappi che mi imbarazza questa sdolcinatezza xD)... Perché scrivere non è come parlare e insomma, se tu volessi parlare, io sarei disposta ad ascoltare!

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    1. Ma sei dolcissima!!! <3
      Purtroppo il mio rituale anti seduta è assolutamente negativo.. Probabilmente è vero quello che dici. Esco di lì scossa, agitata, mi sento un po' come la sabbia, quando viene smossa con una paletta. Quando esco di là mi sento così, smossa. E ho troppi pensieri in testa, troppe emozioni che mi sono state strappate via, estorte e poi lasciate lì, a casaccio. Esco di là smuovendo tutte le cose ma senza riuscire a legarle, a dar loro un senso.
      E questa sensazione di indefinitezza, di destrutturazione, è fastidiosa. Non avendo nessuno con cui parlarne, non riesco ad elaborare le cose che vengono smosse. E piuttosto che lasciarle in quel modo, evidentemente preferisco rimetterle com'erano prima. Così, con forza, sbatto le due mani aperte sulla sabbia in modo da riappiattirla, e mi abbuffo per colmare i vuoti e gli scompensi che si erano creati smuovendo tutto..
      È per questo, credo, che non andiamo da nessuna parte. Lei smuove le cose, io faccio di tutto per affossarle e comprimerle di nuovo, torno lì e lei le smuove di nuovo, e io le appiattisco ancora ecc.. A ogni seduta ci troviamo sempre al punto di partenza, perchè lei non trova un terreno favorevole, ma deve sempre ricominciare da capo a scavare e tirare fuori qualcosa..
      Forse dovrebbe passare meno tempo tra una seduta e l'altra, o appena uscita dovrei davvero trovare qualcuno a cui raccontare tutto, con cui elaborare le cose per costruire un castello con la sabbia smossa, invece che sbatterla giù di nuovo..

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    2. È Chiaro che passa troppo tempo, tu la vedi quando hai un buco libero e invece la tua priorità dovrebbe essere organizzarti le giornate in modo da riuscire a fare la terapia. Dovresti andarci due volte alla settimana ma questo te lo dovrebbe dire lei...a questa velocità forse tra 15 anni starai meglio :-/ !

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    3. Fin dall'inizio lei mi ha detto che era sufficiente vederci un giorno a settimana. Purtroppo i miei orari dipendono dalle persone che mi stanno attorno, dagli impegni familiari, dai viaggi, dalle malattie, dal ricevimento della mia tutor della tesi, dagli esami universitari. Quante volte le ho chiesto insistentemente di spostare l'appuntamento invece di annullarlo, a volte mi sarebbe bastato cambiare solo l'orario.. Solo una volta, prima delle vacanze di natale, dato che il giovedì avevo un esame mi ha dato appuntamento per il lunedì successivo.
      Una mia amica che va da una psicologa dice che loro non hanno mai perso un incontro, trovano sempre il modo di anticiparlo, posticiparlo o recuperarlo.
      La mia invece niente. Non so se sia perchè ha l'agenda piena da scoppiare, perhè condivide lo studio con altra gente, o se invece il suo sia proprio un principio, un metodo, boh..

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    4. Io inizialmente ci andavo due volte alla settimana, però effettivamente la vita è fuori da quello studio e dovrebbe cercare di venirti incontro almeno un minimo.
      So che dici di trovarti bene con lei, ma forse dovresti cambiare psicologa. Potrebbe essere un nuovo inizio, magari riusciresti ad impostare il rapporto in modo diverso e la terapia sarebbe più produttiva!
      Comunque capisco quel senso di "irrisolto" e la tipica destabilizzazione post-seduta e proprio per questo credo che dovresti cercare di parlarne con qualcuno, di elaborare ciò che emerso, o almeno di evitare di rigettarlo e nasconderlo di nuovo... Altrimenti ogni volta dovete praticamente ricominciare da zero :/ è come se andassi da lei a guardare una serie tv a puntate, cancellando completamente la puntata vista prima : sareste costrette e riguardare sempre le prime puntate perché non ci sarebbero le basi per proseguire con quelle seguenti!
      Non dico che tu debba parlare con me, figuriamoci xD è un "sono disponibile", non certo un obbligo... Però credo che con qualcuno dovresti sfogarti!

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  3. è difficile la terapia, lo so... ma cerca di farti forza!

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  4. Ciao tesoro, la terapia è molto difficile e a me non ha aiutato per niente..
    Nemmeno io riesco a studiare ed ho un esame il 16, anche ora sto leggendo i vostri blog e non c'è verso di aprire libro.. Cerca di stare serena <3

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