sabato 28 giugno 2014

49,9 kg


Non sono mai stata così magra.
Non mi sono mai sentita così grassa.

Giovedì ho preso un altro 28. Lunedì forse faccio la folla di presentarmi a un altro esame, poi vi aggiorno per bene.

lunedì 23 giugno 2014

...

Ansia da esame.
Mia madre mentre studio viene a parlarmi di Martin. "Ti ricordi quando..? E di quella volta.. E i suoi occhi.."
Io non posso pensare ai suoi occhi.. L'ho trovato io lo scorso ferragosto, abbandonato e con le zampe rotte. Zoppicando e scodinzolando mi è venuto incontro. Quando è stato abbastanza vicino a me, mi ha guardata negli occhi. Quei grandi e dolci occhi marroni.. Ci ho visto la sua anima. Ci ho visto l'amore e la tristezza. Ci ho visto me stessa. L'ho guardato negli occhi e l'ho portato a casa.
Io non posso pensare ai suoi occhi, e lei lo sa.
Sorrido, mi mostro comprensiva ma distaccata. Se ne va e mi crolla tutto addosso.
Pianti muti e disperati, lacrime, singhiozzi, testa tra le mani, disperazione, vuoto. "Perchè?"
Cibo.
Voglio morire.

Ho chiesto alla psicologa se la prossima settimana possiamo vederci due volte o una volta per due ore.
Mi farà sapere.
Eppure vorrei interrompere la terapia.
Sento di non andare da nessuna parte.
Vorrei tornare da quegli occhi...

domenica 22 giugno 2014

News

50,4 kg. Peso minimo mai raggiunto.


Ho sognato di partorire sul divano del salone. Non mi sembrava figlio mio, era più come se fosse un animaletto. Si rannicchiava sul divano, sembrava aver freddo ed io lo coprivo con una mia vestaglia. Poi mi rendevo conto che era mio figlio, lo abbracciavo, lo attaccavo al seno e mi coricavo con lui coprendoci entrambi. Eravamo felici.
Era un bravo bambino, non piangeva mai, tranquillo e pacifico. Mia madre era del tutto indifferente alla cosa, quasi infastidita. Come se io non meritassi di avere quel bambino. Mi accompagnava controvoglia in ospedale per farlo visitare e andava via. Appoggiavo il bimbo su una copertina su un tavolo e mi giravo a parlare con una mia vecchia compagna di classe, ex anoressica. Le raccontavo la bella notizia, mi diceva che io non sembravo essere stata incinta, le rispondevo che effettivamente avevo proprio voglia di pesarmi per vedere quanti kg avessi perso partorendo, ma che quella mattina avevo dimenticato di farlo. Lei invece vuole dimagrire, effettivamente è un po' paffutella, ha le braccia grosse. 
Mi rigiro verso il bambino e non c'è più, nemmeno la sua coperta. L'hanno rapito. Lo cerco disperata, sono a pezzi. Ma da un lato, in fondo in fondo, non mi dispiace, sarebbe stato impegnativo prendermene cura.
E poi io non meritavo di averlo.
Non merito di avere niente. Niente di così bello, tenero e dolce sopratutto.
La mattina mi sono svegliata agitata, con un fortissimo malessere generale e in bagno ho anche trovato delle perdite intime. Non poteva essere ciclo. Ho perso 2 kg e mezzo in 8 giorni. Non ho ben capito perchè io abbia avuto queste perdite e se sia dovuto al calo di peso ma, insieme al sogno, mi hanno convinta a riprendere la cura di integratori ormonali (acido folico, acido alfa lipoico ecc) che mi aveva prescritto la ginecologa qualcosa come otto mesi fa.


Ieri ho mangiato più del solito, perchè stavo proprio male. Mi girava la testa, mi tremavano le gambe, se facevo qualche passo sentivo le ginocchia cedere, non riuscivo a studiare, se tenevo il braccio alzato cominciava a dolermi, prima avevo caldo, poi freddo, poi di nuovo caldo.. Mi bruciavano gli occhi, o meglio, sentivo una sorta di pressione di lato agli occhi, tipo alle tempie. Insomma.. Ho mangiato di più ma non direi di aver mangiato troppo.. Eppure ho 400 gr in più. Ok che non ho fatto neanche un passo o un gradino, non sono proprio uscita di casa, però.. Ho già sminchiato il metabolismo? Che sia colpa di quelle perdite? Oggi sono gonfissima e sto ancora male come ieri, anche se un po' meno.
Mi mancano 500 pagine da fare entro giovedì, non posso mollare adesso.
Vi lascio qualche foto che mi sono fatta ieri, o l'altro ieri, non ricordo..


Amo i miei addominali obliqui. Odio la pancetta sul davanti.
Non fate caso al cesso. Dico a quello in basso, quello in alto sono io <3

giovedì 19 giugno 2014

Ultimi giorni

Il 13 giugno pesavo 52,9.
Il 14 giugno pesavo 52,6.



Oggi peso 50,9.
-2 kg in 6 giorni. 
Ho di nuovo dato buca alla psicologa, e giovedì prossimo ho un esame, perciò non la vedrò per altre 2 settimane. Chissà quanti kg perderò ancora nel frattempo..

martedì 17 giugno 2014

Ops I did it again

Il 10 giugno è morto Martino, uno dei miei due cani. Così, di botto. Giocava con me, lo accarezzavo e d'un tratto si è irrigidito, ha lanciato un ululato straziante, si è fatto pipì addosso, ha buttato la lingua di fuori ed è morto.. Ischemia, infarto, aritmia, il veterinario ha lanciato ipotesi sul come mentre noi chiedevamo il perchè.

Ho passato giorni orribili, pieni di pianti, quei pianti muti, a bocca spalancata, con un fischio al posto delle lacrime. Quei pianti fatti di rabbia e di un dolore troppo forte da poter essere trasformato in lacrime o parole, fatti di una sofferenza quasi palpabile. Quei pianti che vengono direttamente dal cuore, vuoto e in fiamme.
Giorni orribili fatti di abbuffate, fino a non poterne più e a proseguire ancora.

L'11 giugno era il compleanno del mio ragazzo, ma non abbiamo festeggiato.
Il 13 giugno è stato il nostro secondo anniversario, ma non abbiamo festeggiato.
Il 14 giugno il mio ragazzo è partito, tornerà ad ottobre.
Lo stesso giorno è partita anche mia madre, è dai miei nonni in Calabria.

E io sono rimasta a casa con Chucky, soli perchè mio fratello non c'è mai. E mi sono trovata a dover fare una scelta. Continuare a soffrire, a piangere, a disperarmi, gettata in terra con la testa tra le mani e il vuoto nel cuore, tentando di riempirlo con kg di cibo e migliaia di calorie..
Oppure potevo fare ciò che ho fatto. Sono tornata nel magico mondo della restrizione, lì dove gli unici pensieri concessi riguardano cibo, peso, calorie. Lì dove l'unica sofferenza ammessa deriva da un numero troppo alto sulla bilancia. Sempre troppo alto.
Dolore, sofferenza, vuoto, solitudine, frustrazione, rabbia, disperazione.. Sono spariti. Ci sono ancora, da qualche parte in fondo alla mente o al cuore, ma è come se fossero di qualcun altro.
Io sono troppo occupata a contare calorie, saltare pasti e fare sport per sentire emozioni.

Ho disdetto l'appuntamento dalla psicologa. Lei mi avrebbe tirato fuori le emozioni, mi avrebbe messa di fronte alla realtà, mi avrebbe costretta a pensare. E io non potevo permetterglielo.
Io il dolore non lo so accettare, non lo so gestire. E l'unico modo che ho per non soffrire è costruirmi una sofferenza diversa, controllabile, misurabile, pesabile.

Ero arrivata al peso record del 2014 di 52,9 kg. Dopo 3 giorni di restrizione sono scesa soltanto a 52,3. Ecco la mia sofferenza tollerabile. E' stato un piacere potermi accanire contro me stessa, per sfogare un po' di quel dolore accecante che mi sta lacerando dentro, nonostante io cerchi di reprimere tutto sotto lo stato di coscienza.

C'è un lato positivo. Il digiuno mi permette di studiare bene. Ho preso 28 in un esame e ho già cominciato a studiare un'altra materia.
Stasera sono andata in palestra e domani confido nel 51. E poi ancora più giu, sempre più giu..
Perchè smettere vorrebbe dire tornare a soffrire..

"E tu non vuoi soffrire.. Tu vuoi stare serena.. Non vuoi pensare a cose brutte e dolorose.. Lascia fare a me, ci penserò io, sarà facile e bello, vedrai.. E se il dolore che terrò lontano da te dovesse premere tanto per trovarti fino a scoppiare e invaderti, ti fornirò io i mezzi e gli strumenti per sfogarlo sul tuo schifoso corpo grasso e deforme, che non merita altro che sofferenza. Ma ti giuro che tu non ne proverai mai più."
Come non dare ascolto alla voce del dca, quando mantiene le sue promesse?

Non sto bene, ma non sto male. E' sparito tutto, restano solo numeri e calcoli. E l'unica emozione accettabile è il senso di colpa.

lunedì 9 giugno 2014

Pazza

Sento la terra sgretolarsi sotto ai miei piedi.. Sento la mia vita andare in frantumi.. Resto aggrappata a qualche pezzetto mentre gli altri volano via.. Allora, per difesa, mi dico che quei pezzi non ci sono mai stati.. Mi dico che posso farne a meno.. Mi dico che non sono parti di me.. E continuo ad andare a pezzi, li perdo uno dopo l'altro. Mi disgrego un po' di più, giorno dopo giorno.
Non riesco ad integrare gli opposti, non riesco a distinguere tra realtà e fantasia, non riesco a tollerare le frustrazioni. Credo di avere un'organizzazione mentale di tipo psicotico.
Studio psicologia dinamica e ogni 3 pagine scoppio a piangere. Dopotutto non sono così speciale, se esistono talmente tante persone simili a me. Non sono diversa, non sono unica, non sono importante. Non sono nessuno.
Studio la mente umana, la coscienza e l'inconscio, i meccanismi di difesa, le nevrosi, la psicopatologia, la relazione col terapeuta, la cura e la guarigione..
Mi chiedo che cosa pensi la mia psicologa di me e della nostra relazione. Lei mi parla spesso di Bion, lo studio più attentamente, piango mentre sottolieo quasi tutta la pagina, mentre leggo di me.
Secondo lui quando il cambiamento, quando lo sviluppo non riesce a proseguire linearmente, occorre una destrutturazione totale, una disintegrazione degli equilibri, con relativo dolore, affinchè gli elementi disgregati possano ricombinarsi e trasformarsi in maniera più funzionale e adattiva.
Che sia positivo il fatto che sto andando in pezzi? E se poi non riuscissi più a ricombinare i miei pezzi? Se li perdessi e basta? Che cosa resterebbe?
Niente, continuerei ad essere nessuno. E allora perchè passare dal dolore, perchè affrontare tutto questo?
Io il dolore non lo tollero, non lo sopporto. Quando un film prende una brutta piega, io cambio canale. E mi immagino il finale, ne invento uno e mi convinco che sia quello. Io non sopporto l'idea che le cose possano andare male. Se non sono sicura che andranno bene, non le affronto neanche. Se non so TUTTO, non mi presento all'esame. Se non so che finirà bene non inizio una discussione o un litigio. Me lo immagino, me lo invento e me lo faccio bastare, sorrido, faccio finta di niente e un altro pezzettino se ne va.
Passo da un opposto all'altro. Amore mio sei stupendo ma quanto ti amo sei la mia vita senza di te come farei, alle 7 ci vediamo?
"Non posso, devo sbrigare una cosa, magari vengo alle 9."
Lo odio, non gliene frega niente di me, ma cosa ci stiamo a fare insieme, non abbiamo niente in comune, questa storia non ha senso. "No lascia stare."
E sono capace di non rivolgergli più la parola per ore, o di essere fredda per giorni. E poi semplicemente risolvo facendo finta di nulla, torno innamorata come prima, fino al rifiuto successivo.
Vivo anche le fesserie con sentimenti di perdita, di abbandono, provo delusione, rabbia, tristezza, odio e svaluto completamente ciò che fino a un istante prima amavo alla follia.
Non elaboro le cose, non so trasformarle, o le ingoio o le vomito. Non so masticarle. E nella mia mente restano separate, scisse. Non so integrarle. Ho contemporaneamente un fidanzato fantastico che amo tantissimo e una persona orribile che vorrei distruggere. Le due figure si alternano nella mia mente, basta una sciocchezza ad attivare lo scambio. Ed è così per tutto.
Non tollero la frustrazione, e smetto di provarla svalutando ciò che me l'ha provocata. E questa è una cosa tipicamente psicotica.
Io non litigo mai con gli amici. O è tutto rose e fiori o non rispondo ai loro messaggi per settimane, anche solo sulla base di una mia fantasia persecutoria. Poi rimuovo tutto e tornano i fiori e le rose.
Vivo nella scissione, nella non integrazione, nel limbo. E' tutto bianco o nero, è tutto a pezzi, e ogni pezzo ha il suo posto. Guai a spostarne uno, crolla tutto.
Adesso sta crollando tutto, sta venendo tutto a galla. Sto impazzendo.
Provo frustrazione perchè dopo solo un'ora di cyclette mi si infiamma il tendine dell'inguine. Provo odio verso me stessa e senza pensarci non due ma nemmeno una volta afferro la matita e me la ficco con violenza più volte nella coscia. Il dolore supera il precedente e continuo a pedalare. Abbasso lo sguardo e vedo colare sangue da buchi enormi, rossi e viola. Quasi mi chiedo come sia possibile, come se avessi dimenticato il mio scoppio d'ira precedente. Provo compassione verso me stessa, mi sale il magone al pensiero di ciò che mi sono fatta, di come mi sono ridotta. Ma non lo tollero, e ci metto meno di un secondo a svalutarmi completamente, per cancellare la tristezza. Do la colpa a me stessa, me lo sono meritata, mi odio ancora di più per avermi fatto provare tristezza e infierisco ancora.
Poi tutto ciò me lo dimentico, non affronto le cose, le rimuovo e vado avanti. E stamattina quando trovo buchi, lividi e graffi quasi mi chiedo di nuovo come sia successo.
A volte mentre faccio qualcosa, per esempio quando mi abbuffo, mi chiedo se lo sto facendo davvero o se lo sto immaginando. A volte la mia immaginazione è vivida come se fosse reale, altre volte è la realtà ad essere offuscata e attutita, come se non fosse reale.
Sono la peggior nemica di me stessa, ma forse la migliore amica degli altri. Proteggo loro scaricando su di me.E se qualche volta perdessi il controllo e invece di ferire me stessa facessi del male a qualcun altro? Le fantasie le faccio già.. E per una persona che non distingue tra fantasia e realtà basta niente per passare ai fatti..
Mi odio. Provo una grandissima compassione e tenerezza per me stessa. Ho paura di me.
Le parti di me che provano o che sono oggetto si questi sentimenti sono ben distinte e separate. Si alternano, anche più volte di seguito.
Quando mi rendo conto di tutto ciò si attiva una delle parti di me. Un attimo dopo subentra un'altra parte di me e dimentico tutto, o me ne colpevolizzo.
Pazza pazza pazza. Non so dove andrò a finire. La psicologa mi dice di pensare, di legare le cose, di cucire i pezzi, di studiare Bion.
Ma destrutturare il mio equilibrio è doloroso, e mi fa perdere il controllo.. Non so se sia sintomo di guarigione o di psicosi..

giovedì 5 giugno 2014

varie

Che io abbia fame o meno, che sia a digiuno o mi sia già abbuffata più volte, che sia un regalo o che non sia neanche mia, che sia stata appena comprata o che l'abbia trovata dopo anni, che puzzi di stantio o profumi di fragola, a prescindere dal prezzo, dalla dimensione, dalla marca e persino dal sapore, se mi lasciate da sola con una tavoletta di cioccolato, io la mangerò. Tutta. E poi ne cercherò ancora.

La bilancia mi prende per il culo. Mi sveglio alle 6, vado in bagno, mi spoglio, mi peso, 51.7. Bevo, mi vesto, mi metto a letto a giocare al cellulare, mi alzo alle 9, faccio pipì, mi spoglio, mi peso, 51,1. Boh ok.

Il giovedì vado dalla psicologa, il giovedì piango, medito il suicidio e non studio. Ah e mi abbuffo, ma quello mica solo il giovedì, quindi non fa testo.

Il mio cane è grasso. "Basta ora!" mi ha detto il veterinario. Mangia troppo e troppo spesso, come me, e io l'ho quasi presa sul personale.

Il mio ragazzo partirà addirittura a luglio. Un altro mese qui.. E io non so se sono felice. Mio padre forse a luglio viene dimesso e torna a casa. E io non so se sono felice. Mi sento una persona orribile. Ma quello sempre, quindi non fa testo.

Gli esami cominciano tra gli 10 giorni e io non ao dove sbattere la testa.

Ma fintanto che resto sull'ellittica, il mondo, il mio mondo, è un posto migliore.

Un bacio