lunedì 14 aprile 2014

E ppi si scoppia..

Reprimi, sopprimi, soffochi, nascondi, ometti, fingi, simuli... E poi scoppia tutto, come una bolla. Fa boom, e in un secondo si dissolve tutto. Tornano a galla le bugie, escono fuori i malumori, si rivelano i segreti e si scoprono gli altarini.
Ho litigato col mio ragazzo. Me l'aspettavo. E' totnato da un mese e da un mese coviamo questo litigio, con frecciatine, battutine, mezze frasi, parole dette di sfuggita e altre non dette ma lasciate intuire. Lui è paranoico, ma se ha dei dubbi è perchè glieli ho fatti venire io. Sono evitante, scostante, ambivalente e lui non riesce a starmi dietro. Dico A ma in realtà intendevo dire B, però è anche un modo per dire C e D, inoltre mi piacerebbe che lui capisse anche E ed F, ma lui sente solo A, ed essendo una frase ambigua la interpreta a modo suo e capisce N, e da lì passa a O e P, e finisce per crearsi dei film su tutto il resto dell'alfabeto.. Noi comunichiamo così e finiamo per non comunicare affatto. Lui si tiene tutto dentro perchè non sa come dirmi le cose e non vuole litigare, io mi arrabbio perchè scopro di botto e soltanto per caso che lui pensa una certa cosa da più di un mese, magari pure falsa, volano parole grosse, quasi insulti, e non concludiamo nulla. Io piango, lui resta zitto, e dopo un po' facciamo finta di niente, e continuiamo così per un altro mese. Battutine, frecciatine, omissioni, bugie, segreti, mezze parole, ironia e silenzi. Senza comunicare, senza spiegarci, senza capirci.
Sabato mi sono sentita dire frasi come "Io non ti credo". "Ma che ci vai a fare dalla psicologa, non è cambiato niente, sei uguale a prima". "Io quel giorno me ne dovevo andare, dovevi tornare e non trovarmi più". "Tu ti senti una di loro (voi su blogger), ti piace stare nel gruppo, come se te ne vantassi". "Vero hai mangiato un pacco di pavesini? Senza poi vomitarlo?". "Per te la palestra è più importante di me". "Fai cose da malata". E tanta altra bella roba.
Io ho pianto, negato, smentito, sono rimazta shockata, delusa, stizzita, offesa, ferita. Gli ho detto che vorrei si sforzasse di capirmi, che vorrei dette le cose sul momento e non dopo un mese, vorrei che delle cose potessimo parlare.
Gli ho assicurato che lui è l'unico a cui dico le cose come stanno, ma non penso che mi abbia creduta. E' stato tutto il tempo sulla difensiva, mi guardava con ironia, come se fossi ridicola e patetica. Era scettico, non ha creduto a una sola parola. Abbiamo lasciato perdere e ripreso a far finta di nulla. L'indomani mattina ci siamo detti reciprocamente di non essere riusciti a dormire, di essere stati svegli a letto fino alle 4, ma nulla di più.. Avrei voluto dirgli qualcosa, ribellarmi a quel silenzio carico di non detti, di significati, di pensieri negativi e di problemi. Ma non ho inviato quel messaggio che avevo scritto, perchè era inutile cominciare un nuovo discorso che sarebbe diventato un litigio e sarebbe rimasto comunque privo di soluzioni.
Io continuo a sguazzare nell'ambivalenza. Ce l'ho con lui perchè non mi capisce e ce l'ho con  me stessa perchè non so spiegarmi. Ce l'ho con lui perchè non mi parla ma in fondo la situazione mi sta bene perchè io non saprei rispondergli. Vorrei aprirmi ma ho paura di non essere compresa. Mi dico che un litigio può anche essere costruttivo, ma io sono una persona distruttiva e potremmo finire col lasciarci. A volte do la colpa a lui, ma poi ci ripenso e la do a me stessa. Perchè magari lui non mi capisce, ma di certo neanche io capisco lui e sopratutto non capisco neanche me stessa.
So solo che lo amo, che mi dispiace da morire per come vanno le cose, ma non glielo so dire, non glielo so far capire, perchè c'è sempre quella parte di me che vorrebbe essere capita senza doversi sforzare di dire qualcosa.
Il cibo ci allontana, la palestra ci allontana, le fissazioni ci allontanano, sia le mie che le sue, questo è certo.
Eppure vorrei tanto sentirlo vicino, vorrei sentirmi quantomeno contenuta, accolta, se non proprio capita.. E invece una parte di me se la prende, si arrabbia e si allontana ancora di più.

Dopo il 52,8 ho visto un 52,4 e oggi un 52,0.
Mi sento (sono) più grassa che mai. Oggi per negozi ho fatto fatica a infilare una 40 e una giacchetta S non mi è entrata. Lo so che magari è il modello che veste piccolo, perchè di un'altra giacca la S mi stava enorme.. Ma mi continuo a dire che con un kg in meno mi sarebbe entrata. Sono gonfia da far schifo e mi sembra persino di avere più cellulite nelle cosce, che vedo sempre più enormi. Non ce la faccio più... Dovrei studiare e non lo faccio. Mia madre mi fa sentire in colpa per ogni minchiata. Più mi faccio schifo e più mangio, a tutte le ore, senza ritegno e poi faccio tanto sport da spezzarmi la schiena e non riuscire a sollevare le gambe, per le contratture muscolari e le infiammazioni alle articolazioni.
Quando litigo col mio ragazzo mi sento persa... Io gli devo tutto. So benissimo che chiunque al suo posto se ne sarebbe andato, so che mi ama e si preoccupa per me, lui vorrebbe sposarmi, vorrebbe costruire con me una vita e una famiglia. E io invece non ho il ciclo praticamente dallo scorso luglio. Ci scherziamo su solo per non litigare anche su questo. Ma rimane il fatto che io sono bloccata nelle mie fissazioni e lui vorrebbe andare al livello successivo, livello che implica una me completamente diversa.

Quando quella sera gli ho detto che io per lui una sera avevo rinunciato ad andare in palestra, lui quasi esasperato mi ha risposto "Ma io per te rinuncerei anche a vincere il superenalotto!"
Mi sento in colpa perchè non credo di meritarlo... Ma una parte di me continua ad avercela con lui perchè non mi capisce.
Mi odio.

11 commenti:

  1. Non odiarti... Lo sai che è la malattia a creare questa brutta situazione tra di voi :-( e dici bene che ci vorrebbe una te diversa per far continuare e progredire la vostra relazione... Lo ami... Dovresti provare anche ad amare te stessa... detta così sembra facile ma so che non lo è affatto... Io ti abbraccio e ti auguro di stare meglio...

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  2. Almeno te ne rendi conto! Il mio ragazzo fa come te dice a ma vorrebbe dire b e io invece capisco c ecc, ma se glielo divo che con lui non si capisce mai niente, che vorrei che mi dicesse quello che pensa davvero, che dicesse le cose chiaramente lui nega, nega fino allo sfinimento, anzi fa sentire in colpa me, fa sentire come se fisso una che vuole solo rompergli il cazzo..poi si dice innamorato ma non sono mai al primo posto..
    Solo quando lo lascio x esasperazione mi riempie di "ho capito di ver sbagliato, ti dirò tutto, sei tutto x me, ti metterò sempre x prima, facciamo questo e quello (cose che nefasti gli ho citassero di fare sentendomi dire di no)" ma purtroppo mi fa solo rompere di piu xkè dico ma c'e bisogno di arrivare a scoppiare xkè ti accorga di me? Secondo te adesso che ti ho lasciato mi va ancora di fare le cose le quali ti ho chiesto x mesi?
    Mi fa male avere questa relazione a metà e mi sento respinta come se lui non mi volesse nella sua vita..
    Quindi cerca di aprirti con lui, davvero non hai niente da perdere se ti ama, non sai che male gli stai facendo tenendolo lontano da te e la tua vita..

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    1. Scusa ho fatto una cifra di errori col cellulare, ma sono quasi le 4 :)

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  3. Traspare una sofferenza terribile. È incredibile come un post su un blog, un semplice insieme di parole su unomschermo, possa trasmettere tanto dolore.
    A volte si tende ad evitare il confronto perché si sa che comporterà un litigio che non si vuole e/o non si è in grado di sopportare o semplicemente per non rovinare un raro momento di serenità... Il problema è che tacere peggiora le cose : i problemi ristagnano e man mano si accumulano finché, prima o poi, rompono gli argini e portano devastazione pura...
    La comunicazione è alla base di tutte le relazioni.
    Capisco il non voler parlare con i genitori, con persone che "subisci", ma il tuo ragazzo l'hai scelto. Tu hai scelto lui e lui ha scelto te. È stata una scelta libera e consapevole e se è avvenuta significa che vi amate... In tutto e per tutto, nonostante le incomprensioni e le ossessioni.
    Mettiti a nudo, anche a costo di sconvolgerlo, anche a costo di litigare.
    Siate onesti, mettete le carte in tavola e affrontate i vostri problemi insieme : è l'unico modo per impedire che logorino il vostro rapporto silenziosamente.

    Non è vero che non lo meriti.
    Gli sforzi non hanno un valore assoluto : ciò che è semplice per uno è un'impresa titanica per un altro!
    Tu fai degli sforzi per lui : sforzi che implicano il contrastare i tuoi pensieri malati, sforzi che non fai nemmeno per te stessa. Dovrebbe capire che per te andare contro i dettami della malattia è difficile, solo così potrebbe apprezzare il tuo impegno... Lui non soffre di DCA quindi non lo comprenderà mai se non ti prendi la briga di spiegarglielo chiaro e tondo. Ci sono persone che non vogliono capire ma, se davvero ti ama, sarà disposto ad ascoltarti e cercherà di mettersi nei tuoi panni.
    Io credo che, mentre tu pensi di non meritarlo, lui creda di non riuscire ad aiutarti... Fagli capire che potete e dovete affrontare tutto questo assieme e che, anche se non può guarirti, può cercare di comprenderti...

    Ti mando un abbraccio 'stritola costole'.

    Forza ♥

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  4. Dai bella, non odiarti e non pensare di non meritare il suo amore. Io penso che lui sia preoccupato, tu sprofondi nei sensi di colpa e com'è naturale, il dialogo ne risente. Prova ad aprirti e comunicargli il tuo dolore, non è affato facile, ma credo sia fondamentale per voi! Un abbraccio

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  5. Ciao!.. Ti capisco, su molte cose è cosi anche per me. A volte mi chiedo se la mia vita sia il mio ragazzo o il mio peso. E mi terrorizzo quando arrivo a pensare che se potessi scegliere di svegliarmi con quindici chili in meno e far morire il mio ragazzo, o salvare lui e continuare ad essere cosi grossa, io non saprei cosa scegliere. O meglio, sicuramente sceglierei la prima. Esempio stupido e spaventoso.
    Non si può capire, purtroppo. E non ce lo si può espettare dagli altri. Mi spiace, un abbraccio

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  6. Ciao tesoro!
    Leggendoti mi sono venute le lacrime agli occhi, perché purtroppo riesco a capire bene come ti senti. Io il ragazzo che mi ama come il tuo non ce l'ho, ma accanto a me ho un'amica che ormai è come una sorella.
    Nel periodo più brutto, circa un anno fa, ho cominciato a trattarla malissimo. Volevo capisse ma non capiva, volevo dicesse qualcosa ma avevo paura anche di cosa perché non volevo spiegare e mi vergognavo di farlo, volevo mi abbracciasse ma se lo faceva la scansavo perché nessuno doveva sentire il mio corpo, volevo mi parlasse ma poi la mandavo a quel paese perché ero solo io e nessun altro.
    La malattia, questa situazione, il mio carattere, quel che vuoi, mi ha resa egoista. Ci ha rese egoiste. Probabilmente non è questo che vuoi sentirti dire ma il tuo ragazzo ha ragione, in parte. Non nei modi, non con quella forza e cattiveria, ma in parte quello che ha detto ti ha ferito perché è la realtà che nessuno di noi accetta.
    Io stavo perdendo la mia amica, lei non reggeva più la situazione, nessuno ci riesce realmente. È difficile e pesante per chi ci è vicino.
    Poi però ho capito che quei silenzi carichi di tutto erano troppo, la strada era a un bivio: parlarle, cercare di uscire da questa situazione e provare a stare bene o lasciarla andare, rimanere nelle mie paranoie e paure e stare ancora più male se possibile.
    Alla fine le ho parlato. Le ho detto tutto (le ho fatto leggere anche il mio diario segreto). Sono volate parole forti, lacrime, rabbia, pugni dati al muro, delusione da entrambe le parti. Avevo paura di tutto questo ma non potevo più rimanere così.
    Dovresti parlarne con il tuo ragazzo, litigarci per tre giorni interi se serve, ma farlo. Lui ti ama, questo è chiaro e evidente e non ti lascerà perché sarai onesta.
    La mia amica da quel momento, piccola e fragile, si è trasformata in un supereroe. Non mi ha più lasciata un secondo.
    Mi ha fatto la valigia e mi ha detto "tu stai con me per un po'", ha inventato una scusa con la madre e io così sono andata a vivere a casa sua.
    È stato difficile, lo ammetto. Ho pensato di odiarla perché insomma ero a casa sua non potevo fare sport, non potevo buttare il cibo, non potevo massacrarmi un braccio.
    Ma è servito.
    Dovresti provarci. Hai bisogno di qualcuno vicino, ma vicino fisicamente, 24 ore su 24.
    Hai bisogno di qualcuno che appena vede che giri la testa, o prendi un fazzoletto per sputare, o metti i leggins per fare sport ti ripeta che sei bella e che ti ama.
    Non sono uscita da questa situazione, è chiaro. Se no non sarei qui a scrivere e non starei così.
    Ma non sono morta. E credimi che non sto esagerando, dicendo così. Ero arrivata al limite e lei mi ha almeno raccolta dal burrone. Io le devo tutto, come tu dici di dover tutto al tuo ragazzo.
    Ma non è stato sempre così, lei in quel periodo ha pianto tanto a causa mia, si sentiva inutile, non sentiva di riuscire a fare qualcosa. È questo ci ha allontanato. Credo sia la stessa cosa per il tuo ragazzo. Ti vede vivere una vita che, parliamoci chiaro, non è vita. E lui che può fare?
    Si arriva a un punto in cui l'ironia è l'unica arma per non arrivare alla rabbia e alle lacrime.
    Stai massacrando il tuo corpo, la tua mente e la tua vita. Devi decidere di dare una svolta. Parla con lui, seriamente e completamente, vai più volte dalla psicologa invece di andare in palestra, lascia riposare i muscoli e i legamenti, mangia un gelato. E sopratutto stai serena...
    Un bacio!

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  7. ti capisco benissimo, avere accanto una persona che ti ama alla follia ma non riuscire a trovare quella sintonia che ti permetterebbe di Vivere la vita.
    è difficile, non tutti capiscono cosa significa avere un disturbo alimentare e non tutti VOGLIONO vedere e capire.
    stai tranquilla e vedrai che tutto si sistemerà al meglio.

    Ti abbraccio!!

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  8. Grazie mille ragazze.. Siete state davvero dolcissime.. Cercherò di seguire i vostri consigli! Cercherò di salvare il salvabile..

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  9. non ho letto tutti gli altri commenti. ma la storia del superenalotto non mi piace! insomma, forse anche tu rinunceresti a quello, ma la palestra è una cosa che non riesci a controllare consciamente, è la devianza che ti spinge a volerla, hai un problema e ne sei quasi succube, quindi hai bisogno di aiuto, e dovete solo trovare il modo giusto di darlo e riceverlo rispettivamente.

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  10. Sono passata solo per farti gli auguri...magari riuscirai a goderti un po' della cucina di tua mamma, che dici essere un'ottima cuoca, ma anche se non dovesse succedere spero tu possa essere felice e ritrovare, piano piano, la serenità senza ossessioni.
    Buona pasqua, auguri :-)

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Sii civile, non serve insultarmi per parlare con me.